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25 gennaio 2019

PROGETTO EUREXIT 2019

Fermo restando lo spirito ed il fondamento economico e politico dei contenuti del nostro Progetto illustrati sin dalla sua ideazione, i mutati scenari politico-economici degli ultimi anni, sia a livello nazionale che europeo, ne impongono oggi un aggiornamento.

Il fallimento del modello europeo basato sui vincoli di bilancio e sulla conseguente austerity sono oggi stati riconosciuti non solo dai maggiori economisti mondiali, ma anche da esponenti delle stesse Istituzioni sovranazionali che li hanno sostenuti ed implementati nel corso degli anni (BCE, FMI, CE).

I gravi costi sociali ed economici patiti dalle popolazioni interessate dall’applicazione dei memorandum imposti dalla Troika (aumento smisurato della disoccupazione; calo dell’aspettativa di vita; crollo della domanda interna e del PIL; disordini sociali; esplosione della povertà assoluta), infatti, hanno sottoposto a tutti i responsabili delle scelte politiche europee l’urgenza di un ripensamento del modello adottato sino ad oggi.

I popoli interessati hanno manifestato la propria reazione ai sacrifici loro imposti, risultati inutili o talvolta controproducenti, sia tramite il voto – mandando al governo partiti e movimenti dichiaratamente euroscettici, o addirittura scegliendo di uscire dall’UE definitivamente come il Regno Unito – sia con forme di protesta massicce e prolungate come le manifestazioni dei “gilet gialli” in Francia.

Ciononostante, il sistema finanziario che si regge sulla “stabilità dei mercati” preclude un dibattito franco ed approfondito sulle problematiche dell’euro e sulle possibilità di abbandonarlo a livello nazionale, in quanto le ripercussioni sulle borse ed in particolare, sui titoli sovrani dei singoli Paesi, si manifestano immediatamente al primo accenno di critica.

Alla luce di ciò, risulta necessario affrontare al questione non più all’interno dei singoli Stati, ma a livello europeo: l’unico ambito nel quale l’impatto politico del ripensamento del sistema dell’Eurozona non può scaricarsi sui debiti pubblici nazionali.

Pertanto, la proposta di Progetto Eurexit, oggi, necessita di essere rimodulata per venire presentata all’interno delle stesse Istituzioni europee, ed anche nei confronti delle grandi potenze estere che condizionano notevolmente le politiche del nostro Continente.

 

Le criticità dell’Eurozona sono state ampiamente analizzate e comprovate dagli studi di grandi ed illustri economisti, fra i quali pare sufficiente citare il Nobel per l’economia Joseph Stigliz.

Nel suo ultimo saggio, Stigliz espone con estrema chiarezza le ragioni per le quali è oggi necessario uscire dal modello vigente, apportando modifiche sostanziali e riforme strutturali al sistema dell’euro.

Nel panorama accademico e politico nazionale, l’iniziativa più forte e netta è quella intrapresa dall’attuale ministro agli Affari Europei, Paolo Savona, che con il suo “invito/proposta” nei confronti della CE (“una politeia per…”) ha indicato espressamente quali azioni e riforme adottare per rimediare alle conclamate disfunzionalità del sistema della moneta unica.

L’atteggiamento in proposito tenuto sino ad oggi dalla CE è stato quanto meno deludente, vista l’assoluta indifferenza ed impermeabilità rispetto alle proposte contenute nel pregevole documento inviato dal nostro Ministro.

Le imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, che sarà chiamato, in autunno, a votare per l’approvazione di una nuova Commissione europea, lasciano fortunatamente presumere un futuro mutamento degli orientamenti prevalenti nelle Istituzioni UE rispetto alle tematiche in esame.

È ragionevole aspettarsi, nei prossimi anni, una CE ed un PE maggiormente disponibili ad affrontare un dibattito serio e costruttivo sulle necessarie modifiche degli assetti attuali, tese a migliorare le performance dell’intera Unione, ed in particolare dell’attuale Eurozona, sia sul piano economico che su quello della gestione delle politiche estere, migratorie, di sicurezza, ecc.

Per tali ragioni, risulta opportuno affrontare il tema delle riforme europee a tutto campo, cioè non fermandosi all’ambito dell’Eurozona ma abbracciando l’intero spazio dell’Unione.

I contenuti della proposta complessiva che la nostra associazione sta elaborando saranno resi pubblici nelle prossime settimane, partendo da uno schema di punti essenziali, che verrà poi tradotto in un progetto articolato e completo, che investirà tutti i nodi critici ritenuti prioritari per riportare la costruzione europea e, conseguentemente, gli Stati nazionali, nell’alveo della piena democrazia e nella direzione della crescita diffusa in tutto il Continente.

Il progetto in corso di elaborazione si chiamerà “New EU” e si avvarrà della collaborazione di tutti gli esperti e studiosi delle materie interessate che vorranno partecipare al lavoro del nostro comitato scientifico, tramite propri contributi di studio, analisi e proposta, naturalmente purché seri e costruttivi.

Siamo aperti al confronto ed al dialogo con chiunque sia animato da sincero spirito di servizio nei confronti del nostro Paese e della democrazia.

Grazie a tutti noi, l’Italia potrà assumere un ruolo fondamentale e trainante nella ridefinizione degli assetti istituzionali ed economici dei sistemi nei quali siamo chiamati a muoverci ed operare: per questo vale la pena impegnare il nostro tempo ed energie… ognuno è artefice del proprio destino: noi lavoriamo per scrivere il nostro e quello dei nostri figli.

Francesca Donato

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Progetto €urexit ha una sede a Milano, presso lo studio della Dott.ssa Allegra Bonomi, in Corso Magenta 60/62, c.a.p. 20123, telefono 02-48011754; e-mail: allegra.bonomi@bonomimilano.it . Per ogni informazione, proposte di collaborazione o sostegno, potete contattarla. 

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Conferenza stampa a Palermo, Villa Niscemi, con Sindaco Leoluca Orlando e Prof. Antonio Rinaldi. Intervista al Presidente dell'associazione, Avv. Francesca Donato