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REPETITA IUVANT…

Sono cose che ho già detto e scritto varie volte, ma un ripassino ogni tanto ci vuole… specialmente oggi.

La differenza fra Brexit (da UE) ed €exit (da UEM) è che per attuare la prima ci vogliono anni, la seconda si realizza da un giorno all’altro. Uscendo da €zona, l’Italia (e la Francia, Spagna, Portogallo, ecc.) potrebbero immediatamente fare spesa in deficit (senza rispettare l’assurdo limite del 3% che ci impone l’appartenenza all’€zona) e salutare il fiscal compact, finanziando la spesa pubblica necessaria (per opere quali infrastrutture, manutenzione territorio, aiuto a terremotati, ecc. e politiche fiscali di riduzione imposte) emettendo moneta a zero interessi tramite la propria banca centrale (per noi Bankitalia), con finanziamenti diretti al Tesoro. Sarebbe un “debito” interno, in cui debitore e creditore sono lo stesso soggetto (lo Stato). Capite la differenza rispetto al debito verso la BCE?
L’unica obiezione possibile a questa soluzione è la vecchia bufala “se stampi moneta SCHIZZA l’inflazione”… Infatti si è visto come è schizzata dopo anni di QE fatto dalla BCE, al fine proprio di far crescere l’inflazione (che è NECESSARIA per rilanciare l’economia): è salita pochissimo, troppo poco! L’inflazione cresce (ed è un buon segno) se aumenta l’occupazione e cresce davvero l’economia, cosa che in verità la Germania non vuole che accada in Italia, dato che siamo il suo maggiore concorrente in Europa, e proprio per questo è nato l’euro. I vincoli “europei” servono a tenerci nella fossa per neutralizzare la nostra capacità competitiva e farci fallire per poi comprarci a due soldi. Siamo l’outlet delle grandi firme più ambito del mondo, oggi. I nostri politici da anni stanno privatizzando tutte le aziende pubbliche produttive per consegnarle in mani estere, sotto pressioni di vario genere o in cambio di vantaggi economici enormi (attraverso il conferimento di cariche prestigiose in Italia o UE: questa è la più grande CORRUZIONE, non quella contro cui abbaiano i Grillini!), facendoci credere che ciò sia necessario per “poter spendere” i soldi risparmiati dagli “sprechi”, per “tagliare le tasse” (le avete viste tagliare, negli ultimi 20 anni di privatizzazioni?)
La conclusione è sempre la stessa: solo uscendo dall’euro prima, e poi dall’UE, l’Italia può ripartire. Altrimenti il nostro futuro è quello della Grecia. Se lo consentiamo, distruggeremo questo Paese e il futuro dei nostri figli, e allora sarà stata davvero colpa nostra.
Francesca Donato

Presentazione di Progetto €urexit 16.09.2013

Conferenza stampa a Palermo, Villa Niscemi, con Sindaco Leoluca Orlando e Prof. Antonio Rinaldi. Intervista al Presidente dell'associazione, Avv. Francesca Donato