Progetto Eurexit - Uscire dall'euro per rilanciare l'economia

L’euro ha fallito la sua missione. L’eurozona va profondamente riformata, oppure smantellata concordemente per consentire la sopravvivenza dell’Unione Europea e lo sviluppo omogeneo dei paesi che la compongono. Se nulla di ciò verrà fatto, presto uno dei suoi membri sarà costretto ad uscire dall’euro per non fallire e l’intero sistema crollerà, con gravi danni per tutti.

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Rilanciare l’economia

Per uscire dalla crisi e creare lavoro servono investimenti pubblici: uscendo dall’euro e riprendendo la nostra sovranità monetaria, possiamo emettere la moneta necessaria per finanziare questi investimenti, senza dover “trovare i soldi” prelevandoli dalle tasche dei cittadini…

Ripristinare la democrazia

L’entrata nell’euro, le cessioni di sovranità, gli obblighi di rispettare i vincoli al nostro bilancio pubblico imposti dalla UE, la dipendenza dalla BCE, sono state tutte decisioni importantissime e decisive per la nostra economia (coi risultati che vediamo), ma spesso in contrasto con la nostra Costituzione…

Salvare l’Europa

Ciò che l’euro ha prodotto è un aumento delle divisioni e dell’astio fra i Paesi europei, a causa degli squilibri economici che si sono creati e della conseguente sofferenza dei cittadini a causa delle politiche di austerità imposte dalle autorità europee a tutela dei crediti delle banche verso i governi…

Blog

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Il futuro dell’Italia

Proviamo a sintetizzare alcuni concetti fondamentali discussi in una serie di articoli su orizzonte48.blogspot.it che analizzano le dinamiche dell’economia e della società italiane e che tentano di descriverne e delinearne il futuro prossimo. Quale orizzonte si intravede per l’Italia del breve e medio periodo se la traiettoria di politica economica non cambia? Quale tipo di …

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Le politiche economiche e monetarie in UE secondo ID

Pubblichiamo oggi l’intervento dell’On. Francesca Donato, Presidente Progetto Eurexit, al convegno tenutosi ieri ad Anversa, Gruppo ID, sulle Politiche Economiche Monetarie Europee. (Versioni ITA – ENG)

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Neoliberismo: il Cile come orizzonte sociale

Cosa è il neoliberismo? Perché è sentire comune averne una percezione negativa? Se da una parte ci sono echi di protesta contro un concetto fumoso come «neoliberismo», dall’altra ci sono personaggi pubblici che non fanno altro che vantarsi di essere «liberali», se non proprio «liberisti». D’altronde, chi potrebbe essere mai contro la «libertà»? Neanche i …

Per trovare risposte a dubbi e obiezioni consulta il documento con gli approfondimenti

Francesca Donato

Presidente dell’associazione

Twitter: @ladyonorato


Il Nobel Stiglitz: “L’euro ha fallito. Draghi colplevolizza le vittime”

25 gennaio 2019
PROGETTO EUREXIT 2019

Fermo restando lo spirito ed il fondamento economico e politico dei contenuti del nostro Progetto illustrati sin dalla sua ideazione, i mutati scenari politico-economici degli ultimi anni, sia a livello nazionale che europeo, ne impongono oggi un aggiornamento.
Il fallimento del modello europeo basato sui vincoli di bilancio e sulla conseguente austerity sono oggi stati riconosciuti non solo dai maggiori economisti mondiali, ma anche da esponenti delle stesse Istituzioni sovranazionali che li hanno sostenuti ed implementati nel corso degli anni (BCE, FMI, CE).
I gravi costi sociali ed economici patiti dalle popolazioni interessate dall’applicazione dei memorandum imposti dalla Troika (aumento smisurato della disoccupazione; calo dell’aspettativa di vita; crollo della domanda interna e del PIL; disordini sociali; esplosione della povertà assoluta), infatti, hanno sottoposto a tutti i responsabili delle scelte politiche europee l’urgenza di un ripensamento del modello adottato sino ad oggi.
I popoli interessati hanno manifestato la propria reazione ai sacrifici loro imposti, risultati inutili o talvolta controproducenti, sia tramite il voto – mandando al governo partiti e movimenti dichiaratamente euroscettici, o addirittura scegliendo di uscire dall’UE definitivamente come il Regno Unito – sia con forme di protesta massicce e prolungate come le manifestazioni dei “gilet gialli” in Francia.
Ciononostante, il sistema finanziario che si regge sulla “stabilità dei mercati” preclude un dibattito franco ed approfondito sulle problematiche dell’euro e sulle possibilità di abbandonarlo a livello nazionale, in quanto le ripercussioni sulle borse ed in particolare, sui titoli sovrani dei singoli Paesi, si manifestano immediatamente al primo accenno di critica.
Alla luce di ciò, risulta necessario affrontare al questione non più all’interno dei singoli Stati, ma a livello europeo: l’unico ambito nel quale l’impatto politico del ripensamento del sistema dell’Eurozona non può scaricarsi sui debiti pubblici nazionali.
Pertanto, la proposta di Progetto Eurexit, oggi, necessita di essere rimodulata per venire presentata all’interno delle stesse Istituzioni europee, ed anche nei confronti delle grandi potenze estere che condizionano notevolmente le politiche del nostro Continente.

Le criticità dell’Eurozona sono state ampiamente analizzate e comprovate dagli studi di grandi ed illustri economisti, fra i quali pare sufficiente citare il Nobel per l’economia Joseph Stigliz.
Nel suo ultimo saggio, Stigliz espone con estrema chiarezza le ragioni per le quali è oggi necessario uscire dal modello vigente, apportando modifiche sostanziali e riforme strutturali al sistema dell’euro.
Nel panorama accademico e politico nazionale, l’iniziativa più forte e netta è quella intrapresa dall’attuale ministro agli Affari Europei, Paolo Savona, che con il suo “invito/proposta” nei confronti della CE (“una politeia per…”) ha indicato espressamente quali azioni e riforme adottare per rimediare alle conclamate disfunzionalità del sistema della moneta unica.
L’atteggiamento in proposito tenuto sino ad oggi dalla CE è stato quanto meno deludente, vista l’assoluta indifferenza ed impermeabilità rispetto alle proposte contenute nel pregevole documento inviato dal nostro Ministro.
Le imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, che sarà chiamato, in autunno, a votare per l’approvazione di una nuova Commissione europea, lasciano fortunatamente presumere un futuro mutamento degli orientamenti prevalenti nelle Istituzioni UE rispetto alle tematiche in esame.
È ragionevole aspettarsi, nei prossimi anni, una CE ed un PE maggiormente disponibili ad affrontare un dibattito serio e costruttivo sulle necessarie modifiche degli assetti attuali, tese a migliorare le performance dell’intera Unione, ed in particolare dell’attuale Eurozona, sia sul piano economico che su quello della gestione delle politiche estere, migratorie, di sicurezza, ecc.
Per tali ragioni, risulta opportuno affrontare il tema delle riforme europee a tutto campo, cioè non fermandosi all’ambito dell’Eurozona ma abbracciando l’intero spazio dell’Unione.
I contenuti della proposta complessiva che la nostra associazione sta elaborando saranno resi pubblici nelle prossime settimane, partendo da uno schema di punti essenziali, che verrà poi tradotto in un progetto articolato e completo, che investirà tutti i nodi critici ritenuti prioritari per riportare la costruzione europea e, conseguentemente, gli Stati nazionali, nell’alveo della piena democrazia e nella direzione della crescita diffusa in tutto il Continente.
Il progetto in corso di elaborazione si chiamerà “New EU” e si avvarrà della collaborazione di tutti gli esperti e studiosi delle materie interessate che vorranno partecipare al lavoro del nostro comitato scientifico, tramite propri contributi di studio, analisi e proposta, naturalmente purché seri e costruttivi.
Siamo aperti al confronto ed al dialogo con chiunque sia animato da sincero spirito di servizio nei confronti del nostro Paese e della democrazia.
Grazie a tutti noi, l’Italia potrà assumere un ruolo fondamentale e trainante nella ridefinizione degli assetti istituzionali ed economici dei sistemi nei quali siamo chiamati a muoverci ed operare: per questo vale la pena impegnare il nostro tempo ed energie… ognuno è artefice del proprio destino: noi lavoriamo per scrivere il nostro e quello dei nostri figli.
Francesca Donato
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Progetto €urexit ha una sede a Milano, presso lo studio della Dott.ssa Allegra Bonomi, in Corso Magenta 60/62, c.a.p. 20123, telefono 02-48011754; e-mail: allegra.bonomi@bonomimilano.it . Per ogni informazione, proposte di collaborazione o sostegno, potete contattarla.